CHE COS’E’ LA MEDICINA FUNZIONALE – LA MEDICINA CHE LAVORA ALL’ORIGINE DEL BENESSERE

La Medicina Funzionale è un modello terapeutico nato negli anni ’90 in America e sviluppato dal Dott. Jeffrey Bland. Oggi questo modello scientifico è utilizzato nel mondo per trattare e prevenire in ambiente clinico le patologie croniche non trasmissibili, come quelle cardiovascolari e metaboliche, la cui incidenza è in grande aumento.
Ma parliamo di una Medicina diversa da quella tradizionale? Su cosa si basa?
La Medicina Funzionale ricerca ed interviene sulle cause alla radice (root causes) delle patologie, piuttosto che concentrarsi sul trattamento dei sintomi. Ad esempio, pensiamo all’ipotiroidismo: diversi meccanismi possono svolgere un ruolo nel determinare i ridotti livelli ormonali riscontrati con gli esami del sangue; se alla base dell’ipotiroidismo vi fosse una carenza nutrizionale, ad esempio di iodio o ferro (entrambi cofattori importanti per la sintesi ormonale a livello tiroideo), ecco che capire perché ci siano carenze e risolverle rimuovendo la causa potrebbe* migliorare il lavoro della tiroide e quindi i livelli di T3 e T4 osservati (e così alleviare i sintomi dell’ipotiroidismo).
L’approccio funzionale tratta la persona, non la malattia.
Perché è importante ricercare le cause alla radice della patologia? Perché solo agendo sulle cause reali che sostengono la patologia è possibile ridurre o eliminare i sintomi a lungo termine, migliorando la salute e la qualità di vita della persona. Per questo motivo, il trattamento della Medicina Funzionale è altamente personalizzato: il paziente viene guidato nell’individuazione delle cause e dei fattori scatenanti che hanno contribuito allo sviluppo della patologia, nel proprio caso; quindi l’anamnesi esplora approfonditamente aspetti genetici, di lifestyle ed ambientali che interagiscono nella storia personale del paziente.
L’organismo è più complesso della somma delle sue parti.
E come si fa? La Medicina Funzionale usa approcci scientificamente fondati (basati sulla ricerca pubblicata in riviste scientifiche) e si basa sulla Biologia dei Sistemi, un modello analitico di ampia prospettiva che studia come DNA e ambiente interagiscano nell’organismo grazie all’interpretazione di dati di biologia molecolare provenienti da avanzata biotecnologia (le scienze omiche, come genomica, trascrittomica, proteomica e metabolomica). In poche parole, la Medicina Funzionale studia i processi biologici dell’organismo considerato come un insieme di sistemi complessi e dinamici (molecolari, cellulari, tissutali e via dicendo) che vanno oltre la classica suddivisione in distretti anatomici, concentrandosi piuttosto sulle funzioni: per tornare all’esempio dell’ipotiroidismo, dobbiamo considerare che, oltre alla tiroide, molti altri attori intervengono nel metabolismo tiroideo, ad esempio il fegato e le ghiandole surrenali. Questa complessità biologica è applicabile anche alla comprensione della funzione immunitaria, riproduttiva, digestiva e di assorbimento, di produzione dell’energia, di detossificazione ecc.
L’ottimizzazione nutrizionale è alla base della Medicina Funzionale.
L’alimentazione è chiaramente in strettissima relazione con lo stato di salute. Per questo la Medicina funzionale interviene primariamente per favorire una corretta nutrizione. Ma occorre sottolineare qui che quella Funzionale non si propone come una nuova medicina alternativa a quella tradizionale e il concetto di curare attraverso il cibo è vecchio come Ippocrate.
[“FA CHE GLI ALIMENTI SIANO IL TUO RIMEDIO, E UNA MEDICINA SIA CIO’ DI CUI TI NUTRI”. Ippocrate di Kos, 460-377 a.C.
Forse non tutti sanno che la parola greca tradotta con “alimenti, nutrimento” è anche traducibile con “maniera di vivere, stile di vita”].
La soddisfazione dei bisogni nutrizionali personali non si pone quindi in contrasto ma, anzi, si integra all’approccio medico tradizionale farmacologico e chirurgico, ricercando lo stato di salute a 360 gradi. Per questo la Medicina Funzionale è considerata un modello lifestyle-oriented (cioè che tiene in considerazione tutto lo stile di vita), poiché lavora migliorando anche altri aspetti dello stile di vita che contribuiscono più o meno direttamente alla salute della persona: oltre allo stato nutrizionale quindi, anche il livello di attività fisica, il riposo notturno e la gestione dello stress sono importanti fattori da considerare, poiché in grado di influenzare, ad esempio, i livelli di infiammazione, la produzione di ormoni, il benessere cellulare.
Ti affidi ad un professionista che ti guidi, ma sei tu il principale responsabile della tua salute.
Proprio perché l’approccio funzionale è molto inclusivo e personalizzato, il professionista della Medicina Funzionale guida e supporta il paziente nel suo percorso verso il recupero del benessere. Ma ciò richiede che la persona comprenda di avere un ruolo proattivo nel miglioramento della propria salute, che non può limitarsi a quello di ricevente delle cure. Questa responsabilizzazione del paziente verso la propria salute (self-care, in inglese) è a mio parere la grande differenza rispetto alla Medicina tradizionale: al paziente è richiesto di diventare protagonista del proprio percorso terapeutico, acquisire consapevolezza, condividere le scelte di trattamento e intraprendere cambiamenti nel proprio stile di vita.
Professionisti della nutrizione assieme ad altre figure sanitarie possono formare un team di lavoro che, in chiave Medicina funzionale, collabori quindi per migliorare la salute del paziente.
Conoscevi già la Medicina Funzionale? Sei interessato a sapere cosa posso fare per te? Contattami!


